Si è svolta in Villa Gallia la prima Assemblea dei Soci post-fusione con Aqua Seprio
Como – Si è tenuta oggi, venerdì 23 gennaio 2026, presso Villa Gallia sede della Provincia di Como, l’Assemblea dei Soci di Como Acqua, composta dai Sindaci dei Comuni soci del Gestore del Servizio Idrico Integrato. L’incontro ha rappresentato la prima riunione con i rappresentanti dei tre nuovi Comuni subentrati dalla fusione per incorporazione di Aqua Seprio Servizi – Carbonate, Locate Varesino e Mozzate – operazione efficace dal 1° gennaio scorso, che ha ampliato la gestione dell’acquedotto di oltre 86 km di rete e di 15.876 nuovi utenti.
“La fusione con Aqua Seprio rappresenta un passo cruciale verso il completamento dell’aggregazione gestionale, l’integrazione rafforza la capacità di offrire un servizio unificato per circa 600 mila abitanti, consolida la resilienza idrica provinciale e apre nuove sinergie per investimenti sostenibili” ha spiegato Laura Santin, Presidente di Como Acqua.
All’ordine del giorno l’approvazione del Piano Economico Finanziario 2026-2030, votato favorevolmente all’unanimità dai Sindaci. Ad illustrare ai Primi cittadini del territorio la relazione è stato l’Amministratore Delegato del Gestore del Servizio Idrico Integrato, Enrico Poliero. “Il documento esprime le priorità di sviluppo e gli indirizzi strategici di medio e lungo termine della Società, con particolare riguardo alle tematiche della qualità dell’acqua, della resilienza della rete acquedottistica e dell’innovazione tecnologica degli impianti. Un piano da 208 milioni di euro di investimenti per modernizzare le infrastrutture, garantire qualità e innovazione del servizio e il pieno rispetto di un quadro normativo in continua e sfidante evoluzione”, ha spiegato l’Ad.
I progetti chiave per il prossimo quinquennio
Como Acqua prevede, per il prossimo quinquennio, oltre 105 milioni (pari al 51%) destinati a opere per il segmento acquedotto, 45 milioni (22%) per la fognatura, 36 milioni (18%) per la depurazione. Il piano, oltre a garantire le manutenzioni, le opere di sostituzione e revamping dell’infrastruttura tecnica esprime le priorità di crescita di lungo termine di Como Acqua. Il Piano non recepisce in questa fase gli effetti dell’operazione in corso circa il subentro a LeReti Spa – a partire da gennaio 2027 – nella gestione del servizio acquedotto nei Comuni di Como e Brunate.
Per quanto riguarda la qualità dell’acqua potabile, uno dei principali obiettivi è progettare e realizzare specifici impianti di potabilizzazione per PFAS e microinquinanti. Sono previsti 2 milioni di euro per l’installazione di nuovi impianti di disinfezione a cloro e raggi UV – soprattutto negli acquedotti della sponda occidentale del Lago di Como, le cui sorgenti in quota risultano più vulnerabili ai fenomeni meteorologici – e 1,2 milioni per la realizzazione di nuovi potabilizzatori dotati di filtri a carbone attivo – in grado di trattenere i microinquinanti – nei Comuni di Albese con Cassano, Tavernerio, Lurate Caccivio e Merone, dove le falde profonde risultano sensibili all’antropizzazione. A questi si aggiungono 325mila euro per nuovi impianti di filtrazione ad Alta Valle Intelvi e Gera Lario, il potenziamento dei potabilizzatori a Grandate (400mila euro), Turate, Appiano Gentile, Lurago Marinone e Cadorago (270mila euro totali).
Sul fronte della resilienza e delle interconnessioni di rete, il piano massimizza le sinergie tra le reti di distribuzione idrica e la condivisione delle fonti di approvvigionamento per mitigare emergenze qualitative e quantitative, come inquinamenti, siccità o alluvioni. Spiccano la realizzazione dell’interconnessione tra l’acquedotto di Como “Doss” e gli acquedotti di Montano Lucino e Grandate (2,1 milioni, 2027-2029), il nuovo collegamento di rete tra Villa Guardia Fontanino e Como “Doss” (1,7 milioni, 2028-2030), il potenziamento della condotta adduttrice Argegno-Pigra (2,5 milioni totali, 2026-2030), la nuova captazione a lago nel comune di Bellagio (460mila euro), il potenziamento della presa a lago e la realizzazione di una nuova adduttrice per il sollevamento a Pognana Lario (1,2 milioni). Si aggiungono, poi, le realizzazioni di nuovi pozzi di captazione ad Albiolo (650mila euro) e Appiano Gentile (560mila euro).
Per l’evoluzione della rete fognaria e del segmento depurazione, il piano prevede il completamento del collettore sublacuale che, già dal 2026 convoglierà le acque reflue di Blevio, Torno e Tavernola verso il depuratore di Como (5 milioni di investimento, con il termine dell’opera fissato al 2027). Verranno inoltre messe in campo: opere di potenziamento dei trattamenti di filtrazione e disinfezione presso gli impianti di Cremia, Mariano Comense, Gravedona, Bulgarograsso, Colonno, Porlezza e Merone (per un totale di circa 3 milioni di euro), il rinnovo dei pretrattamenti di grigliatura e dissabbiatura a Limido Comasco, Cagno e Faggeto Lario (1,75 milioni), l’ottimizzazione della linea fanghi del depuratore di Carimate (3,4 milioni).
Sul fonte efficientamento energetico e innovazione tecnologica, Como Acqua prevede l’installazione di inverter e pompe ad alta efficienza presso sollevamenti e depuratori (per una spesa prevista di 2,6 milioni di euro), l’adozione di un nuovo sistema di telecontrollo SCADA per acqua, fognatura e depurazione (5,5 milioni complessivi), lo sviluppo di piattaforme BIM e GIS (700mila euro), il completamento della mappatura digitale delle reti (2,4 milioni) e la distrettualizzazione PNRR su 40 Comuni (1,56 milioni, termine marzo 2026). A questi si affianca la prosecuzione del progetto europeo Life Cascade, in collaborazione con il Politecnico di Milano e altri partner del territorio, per testare tecnologie all’avanguardia e realizzare impianti pilota di filtrazione avanzata a base di ozono e carbone attivo granulare in polvere contro PFAS e microplastiche.
Le prospettive economico-finanziarie
Dal punto di vista economico, il Piano 2026-2030 di Como Acqua delinea una solida traiettoria di crescita, nel pieno rispetto dell’equilibrio finanziario della Società e degli obiettivi gestionali finalizzati a garantire la sicurezza, la continuità e la sostenibilità del Servizio Idrico Integrato: i ricavi sono previsti in crescita da 108,7 milioni di euro nel 2026 a 124,2 milioni nel 2030. L’EBITDA è parimenti previsto in crescita da 27,8 milioni a 43,5 milioni in arco Piano, sostenuto da costi operativi efficientati e stabili (da 80,1 a 79,7 milioni). Per l’utile netto, in considerazione di quanto sopra, la previsione prospetta una crescita da 5,3 a 11,6 milioni di euro, con oneri finanziari in calo da 4,7 a 2,7 milioni – per effetto del riequilibrio della posizione debitoria netta, che si ridurrà da 114,2 a 88,2 milioni di euro – e nonostante accantonamenti e ammortamenti in forte aumento (da 15,8 a 24,3 milioni) a seguito dei massicci investimenti pianificati.